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Cosa Vedere a Trento: il Parco Gocciadoro

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Passeggiate ai tempi della pandemia

In questi giorni di pandemia siamo sempre alla ricerca di luoghi poco battuti per poter fare una passeggiata in modalità distanziamento sociale, come da disposizioni, e goderci le bellezze naturali che ci circondano.

E’ così che ho riscoperto il parco di Gocciadoro che, con la sua superficie di 202.000 m2 , offre la possibilità di trascorrere qualche ora della giornata in uno spazio che definirei magico.

Una delle passeggiate del Parco

Parco di Gocciadoro

Il parco confina con il quartiere della Bolghera, nella parte sud della città, e fu acquistato dal comune di Trento nel 1922. In precedenza era proprietà dal fondo agricolo Bernardelli e vi si coltivava il vitigno Goccia d’Oro, da cui deriva il nome.

Vista della città dal parco di Gocciadoro

Villa Bernardelli

La villa della famiglia Bernardelli è ancora presente nella zona sud del parco. Oggi è parte del Villaggio SOS, dove sono ospitati orfani o bambini in difficoltà. A poca distanza da villa Bernardelli si trova anche la cappella di S. Adalberto. Nel 1857 Pietro Bernardelli fece ricostruire l’edificio, usando uno stile neo-romanico, in memoria del nipote Adalberto, morto in giovane età. La cappella, dopo anni di abbandono, è stata recentemente restaurata.

Villa Bernardelli

Il fiume del Parco: rio Salè

L’intero parco è attraversato dal rio Salé che scende dalla collina di Povo. Il torrente dona armonia  al parco disegnando anse, cascatelle e piccole pozzetti d’acqua nel suo cammino.

Scorcio del rio Salè all’interno del Parco.
Altro particolare del rio Salè visto dall’alto

I giardini di Gocciadoro conservano otto habitat e una ricca biodiversità vegetale autoctona. Si notano, ad esempio, il carpino bianco, il carpino nero, l’orniello, il frassino, la quercia farnia e l’abete bianco. Non mancano altre specie vegetali come l’abete rosso, il faggio e il cedro che si possono notare passeggiando lungo i sentieri. E’ meraviglioso, poi, ammirare alcuni spaccati del parco passeggiando lungo gli argini del Salè le cui acque, nella stagione autunnale, esaltano i profumi di altre specie vegetali presenti nel parco .

Particolare delle varietà arboree presenti nel parco di Gocciadoro

Il Parco di Gocciadoro e i suoi illustri ospiti

Come ulteriore piccola curiosità, il parco di Gocciadoro ha ospitato per più 30 anni, dal 1962 fino al 1994, una coppia di orsi all’interno di una grotta racchiusa da una cancellata. Sarà per questo, forse, che di recente il Parco di Gocciadoro è meta anche di giovani che, passeggiando lungo i sentieri di questi splendidi giardini alle porte del capoluogo, sperano in un contatto etereo con l’ungulato.

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