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Cosa vedere a Trento: il Sommo Dante

Usando i potenti mezzi della rete, ho cercato le immagini dei vari monumenti, presenti in tutte le città della nostra penisola, dedicati al sommo poeta.

Statua di Dante Alighieri

Quello di Trento è uno dei più interessanti, fra tanti, perchè  si erge in una posa ieratica e con il braccio destro alzato e rivolto verso nord, come a voler rimarcare che il confine “naturale” del popolo che parla italiano è più a nord di Trento.

Nel 1896, infatti, anno in cui venne inaugurata la statua di Dante a Trento, il Trentino era ancora parte del territorio austriaco.

Proprio il contesto politico e storico nel quale si colloca il monumento è importante,  prima ancora che per il suo valore artistico. Infatti, pochi anni prima, a Bolzano, era stato eretto il monumento al poeta tedesco Walther von der Vogelweider, a rimarcare l’appartenenza di quel territorio alla cultura tedesca.

L’idea del monumento a Dante, a Trento, rappresentò, invece, un’evidente desiderio di appartenenza a quello Stato giovane che era l’Italia da poco unita.

L’Inferno con Minosse

La base, ai piedi della statua, riprende scene tratte dalla Divina Commedia che mostrano, in maniera allegorica, la situazione in cui si trovavano i Trentini sotto il governo asburgico.

Scene tratte dall’Inferno della Divina Commedia di Dante

Al centro, Minosse, giudice dei dannati, seduto su un drago. E’ raffigurato con il mento appoggiato sul dorso del pugno della mano destra, evidente richiamo al pensatore di Rodin.

L’Inferno sarebbe l’allegoria della situazione dei trentini sotto il governo austriaco.

Il Purgatorio con l’amor di Patria di Sordello

Scene tratte dal Purgatorio della Divina Commedia di Dante

Nella fascia intermedia del basamento sono rappresentate scene tratte dal Purgatorio:

  • l’incontro di Dante e Virgilio con Sordello da Goito, chiaro riferimento all’amor di Patria;
  • i superbi, uomini che portano dei massi sulle spalle, che rappresenterebbero allegoricamente il “servaggio” dei trentini sotto il governo austriaco;
  • gli invidiosi, rappresentano gli uomini che cercano di coprirsi gli occhi con le mani perchè l’invidia li acceca;
  • gli oziosi, seduti ad attendere;
  • due anime che hanno già espiato le loro colpe e stanno per raggiungere il Paradiso
Scene tratte dal Paradiso della Divina Commedia di Dante

Il Paradiso con Beatrice

All’ultimo piano, infine, il Paradiso, che sarebbe metaforicamente il ritorno del Trentino a far parte del territorio italiano.
Beatrice, con le braccia distese simboleggia l’ideale, appunto, da raggiungere.
Oggi, 25 marzo, si festeggia il Dantedì e questa breve memoria è un piccolo omaggio a una delle figure che tutto il mondo ci invidia e che ci fa essere orgogliosi della nostra bellissima lingua e della nostra cultura.
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