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Passeggiando per le vie del centro storico di Trento, può capitare di osservare insoliti elementi architettonici che sottolineano il fatto che il quel preciso luogo c’era qualche cosa che poi è stato cambiato.

Le lastre di porfido in piazza Duomo

Vi sarà capitato, ad esempio, di notare che la piazza del Duomo è attraversata da lastre di porfido, parallelamente al lato lungo della Cattedrale.
Queste enormi lastre, di forma rettangolare, coprono un tratto dell’antico percorso della Roggia Grande che già a partire dal Rinascimento, e fino alla metà dell’ottocento, attraversava tutta la città.
Lastre di pietra che ricoprono il passaggio della Roggia Grande

La Roggia Grande

La Roggia Grande, infatti, partiva dal Fersina e sfociava nell’Adigeattraversando tutta la città, con un percorso di circa 2,5 km.

LA Roggia rappresentò, fino al 1850, la fonte primaria di energia per le attività economiche e artigianali della città.

Lungo il canale sorgevano infatti opifici e altre attività legate alla presenza del corso d’acqua e,  in alcuni tratti, vi si radunavano lavandaie.

Oggi la Roggia Grande è per lo più ridotta ad un rivolo interrato, ma sono ancora visibili alcuni tratti del passaggio come, ad esempio, il tratto in via Roggia Grande.
Tratto della Roggia Grande nei pressi di Piazza Venezia

Via Roggia Grande

Nel centro storico di Trento il nome di Roggia Grande, nota ai trentini come “Róza Grànda” è rimasto come toponimo ad indicare un tratto di strada che si biforca da via G. Galilei per immettersi in via Mantova.
Fino al 1896, via Roggia Grande iniziava nell’attuale Piazza Venezia e arrivava fino alla parte teminale di via Garibaldi, la strada che costeggia il retro di Palazzo Pretorio.

L’attuale via Galilei

L’attuale via Galilei era occupata dalla Roggia che poi venne coperta. La strada, oggi, è pieno di caffè e luoghi di incontri, da dove si possono ammirare anche i resti in superficie della Roggia Grande. Comitive di persone della città e turisti, Covid permettendo, possono trascorre un pò del proprio tempo in piacevoli conversazioni. E perché no, chi vuole può ricordare la storia delle donne che un tempo in quei luoghi potevano stare insieme alle proprie amiche, o vicine, solo perché svolgevano un compito impegnativo a faticoso. Grazie al progresso e all’emancipazione della donna questo è solo un ricordo.
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