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Cosa vedere a Trento: la storia di S. Giuliano

All’interno del Duomo di Trento, sul transetto settentrionale, è affrescata la leggenda di San Giuliano. La storia, risalente al 1400 circa,  appare quasi come un poema cavalleresco, ma con un finale trionfo religioso.

L’artista di scuola giottesca

Questa leggenda presta all’artista, Monte da Bologna, un soggetto drammatico  che tenta di fuggire dal suo destino, purtroppo senza successo.

Visto lo stile dell’iconografia, si pensa che l’artista provenisse dall’Italia centrale, dove aveva appreso l’arte di Giotto. Ritroviamo la sproporzione tra le persone e gli edifici, tipicamente giottesca, che servì all’artista per far risaltare le figure umane e le loro azioni al di fuori del contesto paesaggistico in cui si trovavano.

Lo sviluppo della narrazione

La narrazione si sviluppa  come un su un grande arazzo, in riquadri posti in successione sullo stesso piano. In alto corre un bordo con motivo decorativo, mentre in basso si vedono dei travicelli che sporgono e formano una finta mensola che funge da sfondo della narrazione.

La leggenda di San Giuliano

Il primo quadro rappresenta la nascita di Giuliano e un astrologo pronuncia l’infausta profezia secondo la quale, il bambino, un giorno, avrebbe ucciso i genitori.

Nascita di Giuliano e vaticinio

La seconda scena mostra Giuliano che, diventato giovane cavaliere, decide di congedarsi da casa per ovviare al fato crudele.

Il diavolo

Ma ecco che lungo il percorso gli si  avvicina un personaggio misterioso, coperto da un elmo e con un ghigno maligno, che gli rivela essere il diavolo.

Fuga dalla sua città e incontro con il diavolo

Con esso Giuliano entra in una città fra le mura, dove si innamora di una giovane donna che la sposa con rito orientale.

Ingresso di Giuliano nella nuova città turrita

La scena mostra gli sposi sotto un ricco baldacchino circondato da paraninfi e da amiche della sposa.

Celebrazione del matrimonio

Nei quadri successivi il diavolo compare con le corna e parla con Giuliano insinuandogli il dubbio che la giovane sposa lo stesse tradendo, mentre lui era andato a caccia.

Il diavolo insinua Giuliano

Nel frattempo, i genitori di Giuliano si mettono in viaggio alla ricerca del figlio che li aveva abbandonati. Finalmente giungono al castello, dimora del figlio, e vengono accolti dalla nuora che, dopo averli consolati, li fa riposare nel loro letto nuziale.

Compimento del Vaticinio

Nel cuore della notte Giuliano fa ritorno a casa attanagliato dalle insinuazioni del diavolo. Quando trova nella sua stanza i due dormienti perde subito il senno tanto che, accecato della gelosia, estrae la spada e uccide inconsciamente i genitori.

I genitori di Giuliano accolti nel castello dalla nuora e furia omicida di Giuliano

L’iconografia della leggenda rimane purtroppo sospesa nel momento più alto del dramma: quando cioè Giuliano uccide i genitori e il vaticinio si avvera.

La storia poi prosegue, anche se non affrescata, con la disperazione di Giuliano per l’atto infausto commesso. Egli decise di lasciare il castello e, con la moglie, andare in eremitaggio. Costruisce un eremo sulle sponde di un fiume dando accoglienza ai poveri viandanti.

Il perdono

Un giorno dà ospitalità e cura ad un lebbroso e questi si palesa poi essere un angelo che annuncia a Giuliano il perdono del Cielo.

Avviene così il riscatto, da parte di Giuliano, dal peccato che gli ha riservato il suo destino.

 

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