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Cosa vedere a Trento. La Vittoria sopra la Galleria dei Legionari

La Vittoria

In via San Pietro, nel centro storico di Trento, sopra l’ingresso della Galleria dei Legionari Trentini, una imponente figura femminile si  staglia leggiadra in un mosaico gigantesco.

Il mosaico fu realizzato nel 1937 da Gino Pancheri, artista trentino che operò anche all’interno del Palazzo delle Poste.

La donna raffigurata simboleggia la Vittoria, un’allegoria che intendeva celebrare il velleitario tentativo fascista di fondare l’Impero, avvenuto nel maggio 1936, con l’annessione dell’Etiopia all’Italia.

La donna protende in avanti il fascio littorio, emblema ufficiale del regime fascista, e per questo era conosciuta come “Donna del Fascio”.

Il fascio littorio nelle mani della dòna del flit

Sotto l’opera campeggia la nota frase di Mussolini: “Il popolo italiano ha creato col suo sangue l’impero lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi”.

Aforisma di Mussolini

L’ironia verso il “fascio littorio”

Il simbolo del fascio venne poi rimosso nel 1943, dopo la caduta del potere fascista, così come venne anche cancellato il nome di Mussolini. La dama venne indicata dai Trentini, ironicamente, con l’epiteto di dòna del flit perché il fascio littorio, nelle sue mani, ricordava molto lo spruzzatore a soffietto che si usava per uccidere le mosche, il cosiddetto “flit”.

Grazie all’ironia dei trentini, quindi, il mosaico di Pancheri ci appare come un’opera d’arte da ammirare, ma perché si astrae dal triste contesto storico in cui essa fu realizzata, ovvero quello di un regime totalitario di cui non essere assolutamente fieri, a Trento così come nel resto d’Italia.

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