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Cosa vedere a Trento: le eredità del Rinascimento in città

Cosa vedere a Trento? Oggi vi portiamo alla scoperta delle eredità rinascimentali che possiamo ritrovare in città.

Palazzo Tabarelli de Fatis a Trento

La facciata a bugnato, in pietra bianca e rosata, di palazzo Tabarelli de Fatis in via Oss-Mazzurana a Trento, rappresenta uno dei più significativi esempi di architettura rinascimentale a Trento.

Fu progettato dall’architetto veronese Alessio Longhi tra il 1515 e il 1518.

Palazzo Tabarelli de Fatis a Trento

La tecnica di decorare le facciate esterne dei palazzi con dei conci sporgenti, lavorati, detti bugne, diventa popolare in Italia nell’architettura rinascimentale e si usava per dare maggior prestigio al palazzo stesso.

Sulle fasce di marcapiano, all’interno di medaglioni, il committente si preoccupò di omaggiare le personalità importanti dell’epoca, come era d’uso. All’interno delle decorazioni ovali, si possono infatti ammirare i profili di Bernardo Clesio, Massimiliano I, Carlo V, vari imperatori romani e personalità importanti dell’epoca.

Dettaglio medaglioni nelle fasce marcapiano sulla facciata di Palazzo Tabarelli De Fatis

Palazzo Thun

Non molto lontano da qui si trova un altro palazzo molto importante per la storia di Trento.

Si tratta di palazzo Thun che si trova in via Belenzani, oggi sede del Municipio di Trento. Anche questo secondo palazzo, della stessa epoca del primo, presenta una facciata a bugnato. In questo caso però il bugnato è stato dipinto usanto la tecnica del trompe l’oeil, letteralmente “che inganna l’occhio”.

Facciata di Palazzo Thun

Il trompe-l’œil

Il trompe-l’œil è una tecnica pittorica basata sull’uso del chiaroscuro e della prospettiva che riproduce la realtà e crea ambiguità tra il piano pittorico e quello dell’osservatore. Con tale tecnica ciò che è bidimensionale risulta tridimensionale.

L’effetto della finta architettura, austera e ferrigna, era notevole, sicuramente più economica e simbolicamente alludente alla protezione dal nemico.

La famiglia Thun

Era infatti rispondente alla volontà dei Thun, facoltosa famiglia proveniente dalla val di Non che volle stabilirsi a Trento verso la metà del XV secolo e che per l’occasione fece costruire un palazzo sulla via principale della città in linea con le dimore rustiche fortificate della val di Non.

L’Italia è stata il maggior centro per questa forma d’arte e molti furono gli artisti che nel corso dei secoli utilizzarono questo tipo di tecnica pittorica, primo fra tutti Giotto nella Cappella degli Scrovegni, a Padova.

Nel centro storico di Trento troviamo vari altri esempi di utilizzo di questa tecnica:

Facciata Palazzo in via Mazzini a Trento

Oltre ad imitare il bugnato venivano imitati altri simboli come stemmi, geometrie e  motivi floreali, come quello di Palazzo Balduini.

Facciata Palazzo Balduini in Piazza Duomo a Trento

In questo caso è ben visibile l’utilizzo del trompe-l’œil come sostituto delle parti architettoniche del Palazzo: dalle fasce marcapiano alle cornici ad ogiva attorno alle finestre (ora non più corrispondenti a quelle originarie).

Fra le tante eredità che ci ha lasciato il Rinascimento, quello della prospettiva è sicuramente  una delle più promettenti ed espressive che cambierà, non poco la storia.

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