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Cosa vedere a Trento: il ciclo dei mesi di Torre dell’Aquila

Ogni volta è sempre un’emozione. Mi trovo come affacciata da un loggiato sulla Trento medievale ad osservare la vita quotidiana che scorre tra le attività del popolo e gli svaghi dei nobili.

Dame che assistono ad un torneo – mese di febbraio (part.)

Il ciclo dei mesi di Torre dell’Aquila, nel Castello del Buonconsiglio a Trento, si presenta così, come una  riproduzione dettagliata di come, nel medioevo, ci si vestiva, cosa si coltivava, come trascorrevano la vita e come erano le attività dei contadini e dei nobili.

Ci troviamo in pieno gotico internazionale e  il maestro Venceslao, incaricato dall’allora principe vescovo Giorgio di Liechtenstein di affrescare le pareti interne di Torre dell’Aquila, aveva il desiderio di creare una rappresentazione che celebrasse appieno questo stile.

I Tacuina Sanitatis furono il suo manuale di lavoro.

I Tacuina Sanitatis

I Tacuina Sanitatis erano manuali di scienza medica, che si diffusero in europa nella seconda metà del XIV secolo circa. Ogni famiglia ne teneva una copia in casa, come una sorta di prontuario, utile per qualsiasi esigenza quotidiana, come, ad esempio, l’uso delle erbe officinali in cucina, le proprietà mediche di ortaggi, frutta, spezie e tutti i precetti per una vita sana nella mente e nel corpo.

Questi manuali riportavano i temi essenziali per mantenersi in salute:  cibi e bevande convenienti, movimento e riposo, aria buona, sonno frequente e regolazione dei sentimenti.

L’Ira, dalla copia del Tacuinum sanitatis di Vienna

Ibn Butlan autore dei Tacuina

I Tacuina basavano il loro contenuto su un testo originale del medico arabo Ibn Butlan, attivo a Baghdad verso la metà dell’XI sercolo. Vennero successivamente tradotte in latino, consentendo la diffusione delle norme igieniche e dietetiche della medicina araba anche nel mondo europeo. Ciò contribuì a modificare le pratiche mediche occidentali che, fino a quel momento, erano legate più che altro ad usi ereditati dalla tradizione e a credenze  magiche.

Il Tacuinum sanitatis di Ibn Butlan

L’iconografia dei Tacuina

L’opera ebbe un’ampia diffusione anche grazie al fatto che era di facile lettura anche per il popolo meno colto.

Infatti, in ogni Tacuinum, il testo scritto era limitato solo ad alcune righe  nella parte bassa mentre tutto lo spazio centrale era occupato da una miniatura che rappresentava la materia oggetto del precetto.

Miniatura del Fructus Mandragorae tratta dal Tacuinum sanitatis di Vienna

Ne conseguì che, da un’iniziale funzione pratica di queste miniature, si passò ben presto ad una loro funzione estetica, fino a costituire una fonte iconografica di straordinaria ricchezza e importanza per lo studio dei vari aspetti della vita della società in epoca medievale.

Le miniature, infatti, rappresentavano nel dettaglio piante, ortaggi, indicavano i metodi di coltivazione, di raccolta o di preparazione della terra.

Senza volerlo i Tacuina hanno rappresentato una sorta di “memoria iconografica” dalla quale molti artisti trassero ispirazione per le loro opere.

Fra questi troviamo sicuramente il maestro Venceslao, che attinse generosamente dai Tacuina i modelli per disegnare vesti femminili e maschili, attrezzi utilizzati dai contadini per lavorare la terra, per allevare gli animali, per fare il vino e molto altro.

Insomma, se volete farvi una passeggiata nel medioevo, andate a vedere il ciclo dei mesi di Torre dell’Aquila nel Castello del Buonconsiglio di Trento.

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