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Cosa vedere in Trentino: la Chiesa di Sant’Antonio Abate a Romeno, in Alta Anaunia

L’Alta Anaunia come in una fiaba

Anche durante una domenica di pioggia, un giro in macchina permette di godersi il paesaggio. E’ quanto mi è successo in questi giorni quando ho raggiunto l’altopiano dell’Alta Anaunia e mi sono trovata catapultata in un ambiente da fiaba.

Paesaggio invernale dall’altopiano Alta Anaunia

La chiesa di Sant’Antonio Abate

La chiesa di Sant’Antonio Abate a Romeno è un piccolo edificio, del XIV secolo, con tetto a capanna e un piccolo campanile a vela.
Al centro della facciata principale, il portale presenta paraste e architrave in pietra, sagomata e diamantata, e due piccole finestre munite di inferriata.

Chiesa di Sant’Antonio Abate a Romeno

La chiesa la possiamo ammirare dopo una serie di restauri conservativi che hanno riportato alla luce gli affreschi che in passato erano,  in parte, nascosti.

Gli affreschi raccontano il miracolo dell’impiccato

La facciata presenta una sequenza di affreschi quattrocenteschi raffiguranti la storia del miracolo dell’impiccato e del galletto di san Giacomo il Maggiore.

La leggenda dell’impiccato è legata ai pellegrinaggi degli anauni verso Santiago de Compostela e al voto fatto al santo in occasione della peste.

L’occasione del pellegrinaggio

E’ l’anno mille e una coppia di sposi con il figlio partirono in pellegrinaggio dalla Germania per recarsi a Santiago di Compostela.

Lungo la strada soggiornano in una locanda e la figlia del’oste si invaghisce del giovane che però la respinge.

La giovane, per ripicca, mentre i pellegrini dormono, nasconde una brocca nella bisaccia del giovane e ne denuncia poi il furto.

Il mattino seguente fece intervenire le guardie che, trovando la refurtiva, condannarono a morte il malcapitato e subito lo impiccarono.

Padre e madre, afflitti, continuarono il loro viaggio a Compostela dove pregarono sulla tomba dell’Apostolo Giacomo. Dopo trentasei giorni, sulla via del ritorno, si fermarono nel luogo in cui era stato impiccato il figlio per dargli sepoltura. Il figlio era miracolosamente vivo e disse loro che  San Giacomo gli aveva tenuto sollevati i piedi in modo che la corda non stringesse.

I genitori si recarono immediatamente dal giudice per raccontare il miracolo. Egli, incredulo, si recò sul luogo per constatare quanto successo e poi condannò la locandiera alla meritata punizione.

La pandemia che stiamo vivendo è considerata da molti come la peste del passato. Le misure anti-covid, purtroppo, non danno molte possibilità di movimento. Speriamo solo che questa storia, dal lieto fine, possa lasciare in noi il desiderio, quando sarà permesso, di visitare questo splendido gioiellino di Romeno, in Alta Anaunia.

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