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Cosa vedere in Trentino: le calchère

Vi sarà sicuramente capitato di vedere, ai lati di alcune strade provinciali, delle particolari strutture in sasso a forma di igloo con un camino.

La calchèra

Si tratta di una calcara, detta anche calchèra, ossia una fornace per la produzione della calce viva.

Erano costruite con sassi squadrati, resistenti al calore, e si trovavano sempre lungo le strade, per poter facilitare il trasporto delle rocce calcaree.

Calchèra sulla provinciale 21 verso Roveré della Luna

Come si produceva la calce

Per produrre la calce si raccoglievano sassi di roccia calcarea  e li si accatastava all’interno della calchera. Prima di accatastare i sassi, si preparava una camera di combustione proprio sotto la catasta di sassi con, a lato, una porticina con lo scopo di permettere l’ingresso di aria per la combustione oltre a permettere l’accensione del fuoco stesso e la continua alimentazione con ramaglie di abete, faggio o carpino.
La calchera si lasciava scaldare per circa 6-8 giorni; poi, una volta raggiunta la temperatura di 800 °C – 1000 °C, la roccia calcarea  perdendo anidride carbonica, si trasformava in “calce viva”.

Il fornaciaio

L’operazione di mantenimento del fuoco era seguita da almeno quattro persone e sorvegliata e diretta da una persona di grande esperienza, il fornaciaio.

Il grassello e la malta

La calce viva veniva poi trattata con acqua per renderla “calce spenta” e idratata fino a diventare una massa pastosa chiamata “grassello”. Il grassello, mescolato con sabbia fine, formava la malta.

Particolare calchèra

Le calchère, in Trentino, hanno funzionato fino a circa la metà del ‘900.

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