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Il Castelletto del Duomo di Trento: il rifugio del Principe Vescovo

La piazza Duomo di Trento è delimitata su due lati da un importante complesso di edifici antichi: la Cattedrale di San Vigilio, il Palazzo Pretorio e un terzo edificio, seminascosto dai primi due, il Castelletto dei Vescovi!

Castelletto visto da piazza Duomo

Si tratta di un vero e proprio castello, coronato da mura con merlatura ghibellina, strutturalmente appoggiato all’abside del Duomo e la cui funzione era quella di estrema difesa e protezione dei Principi Vescovi in caso di pericolo.

Potere spirituale e potere temporale

E’ noto, infatti, che il Principe Vescovo, che univa al suo ruolo religioso anche il potere temporale sul territorio, poteva trovarsi ad affrontare le ire del popolo, troppo spesso vessato dalle tasse. Era quindi di fondamentale importanza che la sua residenza fosse ben protetta e facilmente difendibile.

Per accedere al Castelletto era necessario passare per uno dei due edifici religiosi attigui. Una caratteristica, questa, che lo rendeva molto sicuro in quanto avrebbe  scoraggiato il popolo “timorato di Dio” da qualsiasi tentativo  di irruzione.

Il Principe Vescovo Federico Vanga

Il Castelletto fù fatto ristrutturare e fortificare, rispetto ad una costruzione precedente, dall’allora Principe Vescovo Federico Vanga.

Vanga fu una delle figure di maggior rilevo nella storia del principato vescovile di Trento, in quanto riorganizzò il principato e rafforzò il potere episcopale temporale nel Codex Wangianus, ossia la trascrizione degli atti  riguardanti i beni e i diritti della Chiesa trentina.

Struttura del Castelletto

L’edificio si compone di tre corpi verticali: il più basso, oggi interrato, ospitava la cappella di San Giovanni, la cappella di San Biagio, che si trovava nel corpo intermedio, attuale sacrestia del Duomo, e, più in alto, si trovava la residenza vera e propria del principe vescovo.

Vista del Castelletto da via Calepina

Torretta di San Romedio

Il Castelletto termina con la torretta dedicata a San Romedio. Secondo la leggenda la campanella di questa torretta suonò miracolosamente tre volte il 15 gennaio del 400 d.C.

Tale segnale avvertì San Vigilio che l’amico eremita Romedio, della Val di Non, era in punto di morte e desiderava un’ultima visita di San Vigilio.

Torretta di San Romedio

Anche oggi, il 15 gennaio di ogni anno, la campana viene fatta suonare in memoria del miracolo.

“Domus nova domini Episcopi”

I Principi Vescovi risiedettero nel Castelletto fino alla metà del XIII secolo. Seguì un periodo di forti tensioni in città per cui tale edificio non fu più sicuro.

Nel giugno del 1255 il Principe Vescovo Egnone trasferì, quindi, la sua residenza nel primo corpo di fabbrica dell’attuale Castello del Buonconsiglio che venne indicato come “domus nova domini episcopi“, dove risiedettero fino alla secolarizzazione del principato vescovile di Trento (1803).

Il Castelletto, insieme al Palazzo Pretorio, è oggi sede del Museo Diocesano di Trento e racchiude i tesori di ben otto secoli di principato vescovile.

 

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