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Cosa vedere a Trento. La meridiana di palazzo Bazzani a Trento: un memento per i debitori del Monte dei Pegni

La meridiana, o  orologio solare, era uno strumento che serviva per misurare il tempo basandosi sul rilevamento della posizione del sole.

Le meridiane dall’Antico Egitto in poi

Questi strumenti di misura del tempo si usavano già nell’antico Egitto, ma pare che la loro origine risalga addirittura al Neolitico dove si misurava il trascorrere del tempo con un bastone infisso nel suolo il quale, proiettando un’ombra sul terreno, fungeva da primo rudimentale orologio solare.

La diffusione delle meridiane a Trento

L’uso di affrescare le facciate dei palazzi signorili si diffuse, a Trento, soprattutto verso la prima metà del ‘500, grazie anche agli inviti da parte dell’allora principe vescovo Bernardo Clesio che auspicava affinché la sua città si “vestisse a festa” per l’imminente Concilio.

Le tematiche più utilizzate erano per lo più allegorie religiose ma anche ispirate dalla mitologia e, comunque, in molti casi,  l’affresco si completava con una meridiana che  aggiungeva un tocco “secolare” all’insieme.

Meridiane bufale e autentiche nel centro di Trento

Passeggiando per le vie del centro storico di Trento possiamo ammirare, ancora oggi, alcune delle meridiane affrescate nella parte alta degli edifici. Si possono distinguere le cosiddette “bufale”, quelle cioè che hanno solo una funzione decorativa della facciata, da quelle “autentiche”, costruite secondo rigorose regole matematiche, che tengono conto della latitudine, longitudine, orientamento della superficie muraria e modalità di inserimento dello gnomone (ossia l’asta che, proiettando l’ombra, segna l’ora sul quadrante), che indicano esattamente l'”ora vera locale”.

Fra tutte, la meridiana affrescata sulla facciata Gotico-Veneziana di casa Bazzani, nei pressi del “Cantone” (attuale via Manci, nr. 87), in pieno centro storico di Trento, ha un valore simbolico oltre che artistico.

Affresco del Martin Teofilo Polacco sulla facciata di Palazzo Bazzani

L’affresco, opera di Martin Teofilo Polacco durante il suo soggiorno Trentino, nella prima metà del ‘600, riporta La Madonna Addolorata che tiene il corpo di Cristo sulle ginocchia, circondata dalle figure di S. Giovanni Evangelista, Nicodemo, Maria Maddalena e una pia donna. La scena è sormontata da una meridiana policroma con lo stilo infisso in mezzo ad un sole radioso. Due cartigli paralleli contengono i numeri rispettivamente in cifre arabe e romane.

L’aspetto simbolico risiede nel fatto che casa Bazzani era, all’epoca, un Monte dei Pegni e la meridiana in tal senso rappresentava una sorta di “memento” che scandiva il tempo residuo a disposizione dei debitori per la restituzione del credito, mentre la sottostante Madonna Addolorata fungeva da Pietas.

 

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